Questo è il quarto articolo dedicato al mondo dell’adolescenza ed affronta la tematica di come rapportarsi di fronte ad un figlio che fuma.

Nonostante le molteplici campagne di sensibilizzazione il fumo esercita, da sempre, una irresistibile attrattiva sui giovanissimi perché fa acquisire quell’aria sicura “da grandi”, superando, nel loro immaginario, quel confine che dall’infanzia li porta verso il mondo degli adulti.

I genitori consapevoli che il proprio figlio abbia iniziato a fumare iniziano a chiedersi come aiutarli a smettere di fumare visto che, un tale comportamento, potrebbe anche aprire la strada ad altre forme di dipendenza ben più difficili da gestire.

Partiamo dal presupposto che, almeno all’inizio, i ragazzi non provano veramente gusto nel fumare ma vogliono dimostrare di fare ciò che vogliono e, specialmente, di poter fare ciò che i genitori non vogliono.

Consiglio sempre il dialogo costruttivo davanti a questa tematica in quanto tendo sempre a finalizzare l’intervento dei genitori a creare una capacità di ragionamento e di responsabilizzazione nei loro figli più che una proibizione vera e propria, seppur sacrosanta.

Nella mia esperienza ho trovato valido puntualizzare, più che l’aspetto della salute per il quale ci vengono in aiuto articoli di giornale, foto di pacchetti di sigarette con la scritta dietro di cui si potrebbe lasciare traccia qua e là in casa, quello estetico: alito cattivo, capelli più sporchi, abiti maleodoranti di nicotina, più brufoli; è utile elencare gli effetti negativi come insonnia, nervosismo e irritabilità, specialmente quando non si può fumare, prestazioni insufficienti nello sport legati alla difficoltà di respirazione. Nelle ragazze subentra una errata convinzione che fumare faccia dimagrire mentre non è assolutamente provato a livello scientifico.

Ciò che sconsiglio vivamente è di comprare loro i pacchetti di sigarette per essere sicuri che fumino proprio tabacco e non altro, in quanto significherebbe, indirettamente, approvare questo vizio. Lo stesso dicasi per genitori che fumano in quanto è sempre l’esempio che conta e, in questo caso, l’adolescente potrebbe non dare loro alcun credito.

Molti adolescenti iniziano a fumare con l’illusione di smettere quando vogliono ma, quando decidono di farlo, si rendono conto che non è così semplice come immaginavano.

Ciò che è importante, in questo momento, è supportare il proprio figlio a gestire questo importante passo: incoraggiarlo, stargli accanto, non recriminare mai i periodi in cui fumava e, soprattutto, fargli capire che il fumo è una dipendenza: si passa da una ipotetica dipendenza dai genitori ad una dipendenza da un sostanza, la nicotina, e questo è bel lontano dallo scopo che ha ogni adolescente di diventare indipendente.

Da non sottovalutare è la presenza di amici non fumatori ed il loro esempio che si può essere diversi rispetto alla massa, in questo caso di fumatori, che si può avere carattere: ciò incoraggerà il ragazzo fumatore a riprendersi la propria vita, un dono sempre molto prezioso.

Comunque, nel caso in cui fosse veramente difficile, per il ragazzo, smettere di fumare, non improvvisarsi ma rivolgersi al proprio medico che saprà, sicuramente, fornirvi i giusti consigli.

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