Ci sono varie scuole di pensiero dei genitori in merito all’utilizzo del ciuccio relativamente al fatto, principalmente, di non essere poi in grado di farlo togliere al bambino in futuro. Inoltre, da un punto di vista pediatrico, l’attenzione è posta sul fatto che lasciare il ciuccio tutti i giorni e per diverse ore, provochi problemi all’arcata dentale (denti sporgenti) e al palato, soprattutto dai tre anni in su quando si ha l’eruzione di tutti i denti.

In realtà l’allontanamento del ciuccio non è un passo da prendere alla leggera in quanto ci si potrebbe trovare a gestire varie emozioni da parte del bambino, che si sente privato di un oggetto che non rappresenta solo una coccola prima di dormire ma anche uno strumento in cui trovare sicurezza, fino a che questa non si acquisisca, naturalmente, con l’età, intorno ai 3 anni. Oltre questa età intervenire assolutamente!

Tali reazioni potrebbero tradursi in alcuni comportamenti regressivi come tornare a fare pipì a letto oppure rifiutarsi di mangiare da solo o, ancora, tornare alle lallazioni. Ciò al fine di dimostrare che è sempre piccolo ed ha ancora bisogno del ciuccio.

Per quanto difficile è importante non perdere la pazienza nel fargli capire che è diventato grande, facendo avvenire questo cambiamento nella massima tranquillità, senza imposizioni. I genitori, nel momento in cui decidono di togliere il ciuccio al loro bambino, devono rimanere fermi e coerenti per evitare che il bambino, di fronte ad un comportamento incongruente, si disorienti.

E’ possibile rendere indolore questo momento? Con alcuni accorgimenti il compito può diventare più facile.

In primo luogo si deve cercare di spostare l’attenzione del bambino verso altri oggetti o attività che con il ciuccio non si possano fare (es. cantare, raccontare). Successivamente iniziare questo processo di separazione per poche ore al giorno fino ad aumentare gradualmente. Se il momento più delicato è quello della notte può essere utile distrarlo, quando è ancora sveglio e può comprendere il processo di cambiamento, attirando la sua attenzione con un pupazzo o con maggiori dimostrazioni affettive.

Completamente da evitare la strategia cruenta tipo togliere il ciuccio all’improvviso, farlo sparire e far piangere il bambino aspettando che se ne faccia una ragione oppure addurre scuse banali tipo “l’ha preso il gatto o il cane”, perché i bambini sanno che non si è mai visto un animale con il ciuccio.

Importantissimo è stare molto attenti a che il pollice non sostituisca il ciuccio, in quanto questa abitudine è molto deleteria e più difficile da eliminare.

2 Commenti

  1. Ciao Ale,allora la mia esperienza personale riguardo al ciuccio è stata semplice. Cristian è stato un bambino da subito molto tranquillo,anche se era un bambinone con molta fame… mangiava tanto e spesso,il ciuccio mi ha aiutata molto da subito. È arrivato però all’età di 18 mesi che era diventato ciuccio dipendente. Addirittura nel giro di una settimana per quanto lo teneva lo bucava, ci trovavamo d’estate ed era diventato poco pratico perché trovandomi in campeggio solitamente era nudo non potevo attaccarlo a nessuna magliettina e quindi cadeva sempre. Ho deciso di provare a toglierlo facendo finta che una volta caduto l’avesse mangiato il cagnolino nella piazzola davanti… Non puoi immaginare la faccia di Cristian che disperato e arrabbiato verso il cane rivoleva il suo ciuccio. Ha piagnucolato tre giorni, la parte un pochino più delicata era il momento del sonno ma con una favola e con la mia solita parlantina, sono riuscita ha toglierlo definitivamente. Con secondo Tommaso è stato diverso, perché lui non ha mai voluto il ciuccio, ho provato diverse forme e misure ma aveva i conati di vomito. L’unico problema se così vogliamo chiamarlo è che per un periodo Si ciucciava la mano e quindi la mia preoccupazione era che il ciuccio bene o male prima o poi lo togli Ma la mano no. Invece Poi ha smesso di ciucciarsi la mano ed è cresciuto tranquillamente. Vedremo Ora con il piccolo in arrivo come sarà la mia esperienza sul ciuccio.

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