Molti genitori hanno sentito spesso pronunciare la frase “Mi fa male la pancia!” dai propri figli senza immaginare lontanamente le insidie emotive nascoste dietro questa frase.

In realtà il bambino non conosce cosa sia l’ansia e che tipo di malessere provochi e somatizza il suo malessere a livello di stomaco o di intestino in quanto, nella sua mente, è un malessere che può facilmente spiegare e che, soprattutto, chi gli sta intorno possa capire chiaramente.

Al Dott. M. Gershon della Columbia University, esperto in anatomia e in biologia cellulare, è da attribuirsi la “teoria dei due cervelli” che attribuisce all’intestino un ruolo “cerebrale” ed emotivo. Questo rivoluzionario studio sottolinea il ruolo chiave dei neuroni presenti nell’intestino che, a questo punto, non sarebbe un organo dal funzionamento periferico adibito soltanto a liberare il nostro corpo dalle scorie, ma un organo dotato di tessuto neuronale autonomo capace di elaborare sensazioni e fissare emozioni come gioia e dolore.

Sempre Gershon affermava che un intestino sano ci può rendere più felici e viceversa: la felicità e le emozioni positive si sentono proprio a livello dell’intestino, nella pancia. La spiegazione è che sono le cellule intestinali a produrre il maggior quantitativo di serotonina, un neurotrasmettitore in grado di far provare benessere e sensazione di euforia.

Ciò premesso, una volta che sono state escluse altre cause fisiologiche, è molto importante ricordare che i bambini che spesso lamentano mal di pancia non se lo stanno inventando assolutamente ma stanno provando ansia che il corpo manifesta con queste tipologie di dolori.

I bambini possono manifestare questi mal di pancia prima di andare a dormire, visto che l’ansia si intensifica con l’arrivare del buio, oppure prima di andare a scuola. In ogni caso è fondamentale non sminuirli nel modo più assoluto e non ignorarli perché proprio i genitori sono la loro àncora di salvezza e le uniche persone in grado di consolarli.

Genitori, quando vi trovate davanti a queste situazioni smettete di fare tutto ciò che state facendo, dedicate ai vostri bambini del tempo, abbracciateli, parlate loro con calma e, solo dopo, chiedete loro cosa non vada nella loro vita, se abbiano delle preoccupazioni. Sarà importante scoprire che, magari, hanno solo voglia di accoccolarsi vicino a voi, di tranquillizzarsi tra le vostre braccia, oppure che hanno paura di un’interrogazione o di un compito in classe, così come potreste scoprire che hanno problemi con i compagni di classe.

Ascoltare le loro paure, comprenderne il senso e rassicurarli vi porterà a trovare le soluzioni migliori per aiutarli.

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