In un precedente articolo mi sono occupata dell’argomento relativo al ciuccio ed ora mi dedico a quello del pannolino.

Molte mamme mi chiedono come procedere in modo corretto per togliere il pannolino ai propri bambini ma, la prima cosa che mi preme far presente è che quella dell’uso del vasino è una forma di apprendimento e, come tale, necessita di tempistiche differenti da bambino a bambino, anche se appartenenti alla stessa famiglia.

E’ normale far riferimento alla propria esperienza passata con un fratello/sorella maggiore ma, qualora il bambino a cui si vuole togliere il pannolino non rispetti gli stessi passaggi non bisogna farne un dramma ma rimboccarsi le maniche per trovare le giuste modalità che rispettino le sue caratteristiche.

Il primo consiglio che mi sento di dare è di premunirsi di tanta e tanta pazienza in quanto l’uso consapevole del vasino richiede esercizio e, soprattutto, non vivere questo passaggio con un senso di inadeguatezza e frustrazione se la riuscita dell’obiettivo non è veloce come si pensava.

In linea di massima il periodo in cui iniziare a procedere con questa attività si attesta intorno ai 18 mesi, fase che coincide con il controllo più consapevole degli sfinteri, età in cui i diversi processi  di sviluppo si concretizzano dando luogo alle seguenti capacità:

  • autonomia motoria:
  • il bambino riesce ad abbassarsi e rialzarsi i pantaloni;
  • il bambino riesce ad andare al bagno;
  • il bambino riesce a rimanere asciutto a lungo, specialmente la notte
  • maturità sul piano emotivo:
  • senso del pudore nell’espletare i propri bisogni;
  • rifiuta il pannolino
  • maturità cognitiva:
  • avvisa l’adulto della necessità di espletare i propri bisogni;
  • distingue “pipì” e “cacca” ed utilizza le parole corrette per definirle;
  • riesce a percepire l’impulso di andare al bagno anche se è distratto da una qualsiasi attività;
  • riesce ad associare il concetto di stimolo-bisogno

Innanzitutto può essere utile far prendere confidenza al bambino con il vasino purchè non sia una forzatura in quanto non è raro che il bambino voglia saltare il passaggio del vasino ed imitare i genitori all’uso del water: in tal caso è sufficiente rifornirsi di un riduttore e di uno sgabello per aiutare il bambino a salire. Nel caso, invece, il bambino volesse utilizzare il vasino è sempre bene che non venga mai spostato ma che rimanga sempre nello stesso posto in modo che il bambino non perda tempo a cercarlo nel momento di necessità.

Subito dopo insegnare al bambino il rituale della pulizia delle mani ed anche del vasino. Potrebbe essere un’idea procedere con lo svuotamento del vasino e la conseguente “tirata di sciacquone” accompagnando il gesto con un saluto: ciò perché il bambino fa molta fatica ad accettare che una parte di sé vada via.

A proposito di pulizia va fatta particolare attenzione a quella intima delle bambine per evitare infezioni.

E’ importante agevolarlo nel vestiario che deve essere comodo e facilmente utilizzabile, meglio ancora se si riesce a far combaciare il momento del vasino con il periodo estivo. In ogni caso non sostituirsi al bambino nel momento in cui deve fare i propri bisogni ma, una volta spiegata la sequenza delle attività da svolgere per espletarli, lasciarlo fare in autonomia, anche se chiede di essere accompagnato al bagno, momento in cui, comunque, è bene limitarsi a guardare ciò che fa, facendogli solo compagnia.

Non ripetergli in continuazione se deve andare al bagno perché ciò potrebbe procurargli stress ed ansia nei confronti di una necessità fisiologica naturale ma cercare di creare una routine di quando andare al bagno, sicuramente appena sveglio, subito dopo i pasti principali e le merende. Si può, però, consigliargli di andare al bagno se si nota che ne abbia la necessità, arrossendo, chiudendo le gambe, tenendosi i genitali, ma senza insistere: il controllo può passare anche attraverso degli errori, anche se la cosa crea più impegno da parte dei genitori.

Vi lascio con una frase di Maria Montessori: “Chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e vestirsi, è lavoro ben più lungo, difficile e paziente che non imboccarlo, vestirlo, lavarlo? Il primo è il lavoro dell’educatore, il secondo è il lavoro inferiore e facile del servo”.

2 Commenti

  1. Ciao ale, io a tutti e due i miei figli sono riuscita a toglierlo molto presto, Cristian faceva due anni a dicembre ea giugno quando eravamo in campeggio ho cominciato a lasciarlo senza pannolino. Devo dire che per quanto riguarda la pipì a volte se l’è fatta addosso,ma poche volte. La cacca una volta sola e poi è riuscito persino a trattenerla fino ad arrivare in bagno,nel vasino. Tommaso ho provato sempre a giugno che aveva 2 anni e 3 mesi… bravissimo anche lui,una volta capito che faceva la cacca dopo colazione ho provato a metterlo sul water distrarlo un po e puff…Il gioco è fatto!! Non l’ha mai fatta addosso… la pipì chiedevo io ogni tanto perché vedevo che si toccava il pipo…infatti la faceva!! Anche per la notte ho continuato a metterlo fino a che non mi ha detto…”basta pannolino” e da lì…tolto tutto!! Sono stati bravissimi entrambi!!

    • Ciao Ambra, grazie della preziosa testimonianza anche su questo argomento. Anche io, con mia figlia, ho approfittato del periodo estivo per procedere con il discorso di togliere il pannolino, aveva 2 anni e 3 mesi e, parlando già bene non ho avuto particolari problemi.

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