In questo secondo articolo mi occuperò della memoria a lungo termine (MLT) e lo farò partendo, come sempre, una mia esperienza pedagogica, utilizzando un nome di fantasia per tutelare la privacy.

I genitori di Teresa vennero da me perché la loro figlia, classe seconda media, aveva già cambiato varie scuole in quanto, spesso, era stata vittima di bullismo ed esclusa dal gruppo di coetanee “popolari” per via del suo carattere timido e molto educato, che la faceva sembrare più piccola della sua età; questo disagio aveva avuto anche ripercussioni negative sul rendimento scolastico per cui i genitori le avevano fatto cambiare più volte scuola ma la situazione non era ancora cambiata tanto che Teresa aveva intenzione di lasciare la scuola dopo la terza media .

La ragazzina seduta davanti a me era veramente sconfortata, lacrime silenziose le scendevano sulle guance mentre mi confidava di essere convinta di essere “stupida”, perché “anche nel momento in cui sono certa di sapere l’argomento, al momento della verifica o dell’interrogazione non riesco quasi mai a ricordare le cose. I miei compagni ci riescono quindi sono certa che siano sicuramente più intelligenti di me”. Poi aggiunse: “è inutile cambiare scuola perché so che nessuna scuola va bene per me perché sono proprio io che non vado bene per la scuola”.

Al termine del mio colloquio pedagogico con la ragazza compresi che la sua difficoltà era legata non ad un aspetto fisiologico dell’apprendimento ma all’aspetto mnemonico e, in particolare, al deficit della memoria a lungo termine.

Riusciva a registrare dati recenti, di qualunque natura fossero (sequenziale, spaziali, verbali) ma non riusciva ad archiviare e a recuperare le informazioni dalla memoria a lungo termine.

A livello scolastico era molto appassionata di tutto ciò che era creativo e portava ad informazioni tangibili: arte, tecnologia, scienze. Amava l’algebra ma faceva fatica a ricordare le tabelline; anche la grammatica era difficoltosa ma nei temi riusciva ad esprimersi abbastanza bene purchè fossero di stampo personale o su argomenti didattici appresi da pochissimo.

Per poter ricordare informazioni immagazzinate nella memoria a lungo termine è importante che la stessa sia stata archiviata con criteri sistematici. L’archiviazione è seguita da una fase chiamata “di consolidamento” in cui le informazioni potranno essere recuperate successivamente.

Le informazioni possono essere archiviate, attraverso specifiche sezioni della MLT, nei seguenti modi:

  • per procedure (es. come lavarsi i denti): cioè ricordare come fare le cose. Le informazioni da mantenere sono molte e possono essere di natura motoria o non motoria ma sequenziali;
  • per categorie (es. tutti i tipi di anfibi): le informazioni vengono archiviate come per formare una sorta di enciclopedia mentale;
  • per coppie (es. nome + viso; canzone + ritornello): l’associazione si genera quando due parti di un’informazione sono unite e fissate insieme tanto che pensare ad uno dei due termini porta, automaticamente, a pensare al secondo termine;
  • per regole (es. quando mettere le virgole): le informazioni vengono fissate con la ripetitività.

Vediamo quali strategie didattiche potrebbero essere utili nel rinforzo della MLT per ognuna delle suddette tipologie:

  • per procedure: per fortificare la memoria procedurale l’alunno con questo deficit dovrebbe, guidato da genitori ed insegnanti, ripetere più volte il processo che serve ad archiviare le informazioni nella MLT in modo tale da poterle, successivamente, recuperare e, inoltre, è importante che ogni fase del processo venga ripetuta in modo chiaro. Nel caso di Teresa, il cui deficit specifico era da attribuirsi alla sezione della memoria procedurale, fu utile registrare la ripetizione di queste fasi e riascoltarle, per fissarle, prima di effettuare la procedura. Lo stesso metodo viene, ancora, da lei utilizzato nella ripetizione delle lezioni prima delle interrogazioni;
  • per categorie: il sistema di archiviazione dei fatti non si suddivide solo in categorie ma anche in sottocategorie ed in sottocategorie di sottocategorie. In tal senso la mente funziona come un computer che deve archiviare nozioni diverse e le categorizza, anche con sottocategorie, creando delle cartelle e poi delle sottocartelle. Un alunno con questo deficit dovrebbe, guidato da genitori ed insegnanti, una mappa grafica o concettuale dei dati che devono apprendere;
  • per coppie: nell’ambito delle associazioni di coppie non tutti i soggetti con tale deficit collegano le stesse coppie nello stesso modo. Alcuni collegano meglio i volti con i nomi, altri, invece, fanno fatica, a volte, anche nell’ambito familiare; altri sono bravi ad associare accadimenti storici con i periodi di riferimento ma faticano ad abbinare un termine al suo significato. Per questi alunni è importante, sempre sotto la guida di insegnanti e genitori, cercare di fare abbinamenti con più sistemi, come, ad esempio, dicendoli a voce alta o costruendo delle mappe con il computer. Un gioco utile, che faccio fare a chi ha questa necessità, che potrebbe, poi, essere fatto anche a casa, è creare delle associazioni con due termini che, precedentemente, abbiamo già visto insieme, e farle ripetere, poi dirne uno e fare associare al bambino/ragazzo, l’altro termine. Utile è anche il famoso gioco Memory, in cui si devono associare coppie di carte uguali (es. due disegni, due personaggi, due numeri, due lettere);
  • per regole: durante il percorso scolastico si è ripetutamente esposti a schemi di ogni genere in ogni materia: alcuni sono in grado di applicare le regole correttamente (es. ad inizio capoverso serve la lettera maiuscola) mentre altri non riescono affatto o con molta difficoltà. Gli insegnanti potrebbero aiutare questi alunni a studiare creando una sequenza logica secondo due parametri: il se e l’allora. Si divide un foglio A4 in due colonne, in una si scriverà SE e nell’altra si scriverà ALLORA (es. SE una figura geometrica ha 4 lati uguali ALLORA sarà un quadrato). Se si ha una lavagna a disposizione oppure una lavagna con fogli grandi si potrà anche disegnare la figura e poi leggere la regola.

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