Molti studenti, specialmente delle scuole secondarie superiori, arrivano da me scoraggiati e demotivati perché capita loro di studiare tanto e non rendere sufficientemente alle interrogazioni, con il rischio di convincersi che sia inutile studiare. A questo quadro, spesso, fanno da cornice i carichi di ansia dati dalla pressione dei genitori convinti che il figlio non studi abbastanza o che abbia problematiche di apprendimento a loro sfuggite in precedenza.

Avere un buon metodo di studio è la strada per ottenere ottimi risultati in tempi accettabili ed è proprio questo fine che mi prefiggo quando uno studente si rivolge a me per un aiuto, attraverso azioni pratiche più che teoriche.

Il mio lavoro è quello di creare, con metodo e creatività, delle strategie didattiche efficaci “su misura”, come fa un sarto che cuce un vestito sulle esatte misure della persona e, proprio perché cucita su una specifica persona, ogni strategia è a sé stante e non è detto che, replicandola su un altro studente, conduca agli stessi traguardi. Ogni studente ha la necessità di mettere in atto delle strategie didattiche che siano, però, corrette per lui sulla base delle proprie potenzialità, delle proprie attitudini e dei propri interessi, lo stesso vale per il proprio approccio allo studio.

Le strategie didattiche che strutturo, a grandi linee, possono richiedere l’utilizzo di colori, di materiali alimentari per creare le lettere ed i numeri, di giochi tradizionali trasformati in strumenti di apprendimento, tecniche mnemoniche; coding; creazioni di mappe concettuali, metodi di archiviazione, strumenti di ancoraggio di informazioni e tanto altro, sia per bambini più piccoli che per studenti più grandi.  

Nell’ambito BES e DSA, così come in situazioni di ritardo mentale, autismo, Asperger, sindrome di Down, la mia idea di apprendimento passa sempre attraverso la pratica più che attraverso la teoria. In questo ambito mi preme, particolarmente, soffermarmi sull’apprendimento della letto-scrittura partendo dal presupposto che tutto debba partire da una estrema semplificazione di tutte le difficoltà che accompagnano la tecnica del leggere e dello scrivere. Il fine ultimo, in ogni caso, deve essere quello di far raggiungere a questi ragazzi un livello di autonomia che possa renderli il più possibile indipendenti anche in futuro.

A breve potrete trovare alcuni materiali, scaricabili gratuitamente, per alunni BES e DSA, validi anche per valutare i prerequisiti nella scuola primaria, che ho personalmente creato per gli studenti incontrati nel mio percorso professionale.

Buona pedagogia!

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